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La Via dello Sciamano

La Via dello Sciamano

Una guida al potere e alla guarigione

  • Autore: Michael Harner
  • Editore: Mediterranee
  • Data pubblicazione: Maggio 2009
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 254
  • Formato: 13,5×21,5

Prezzo € 13,90
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Il Viaggio Sciamanico - Libro + CD
Una guida introduttiva

* Autore: Sandra Ingerman
* Editore: Crisalide Edizioni
* Data pubblicazione: Settembre 2008
* Tipo: Libro + CD Audio
* Pagine: 102
* Formato: 14×21,5
Prezzo € 15,00
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Il Fuoco nella Testa
Uno studio sullo sciamanismo celtico
* Autore: Tom Cowan
* Editore: Crisalide Edizioni
* Data pubblicazione: Giugno 2006
* Tipo: Libro
* Pagine: 260
* Formato: 14×21,5
Prezzo € 17,50
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Questi sono i libri essenziali per capire e imparare lo sciamanesimo e tutto il mondo che lo circonda, non e facile e difficile, e duro, e a tratti non e piacevole, ma se siete determinati a capire e imparare questi allora sono i libri che fanno per voi.

I nostri antenati furono chiamati Streghe…
La nostra religione fu chiamata Stregoneria…
Tuttavia noi non usiamo mai questi termini e non ci piace essere definiti come tali…
Rispettiamo molto la Wicca ma non siamo wiccan, onestamente ci sentiamo diversi…
Le nostre tradizioni derivano dagli etruschi, dai romani, dai greci, dai celti e dagli insegnamenti di Aradia…
Preferiamo definirci semplicemente come praticanti della Vecchia Religione.
Siamo i moderni figli degli Antichi Dei.

Agli albori del genere umano, ad occidente come ad oriente, nacque e si sviluppò spontaneamente una religione senza nome.
Per millenni questo primordiale culto della natura e della fertilità restò la principale forma di religiosità praticata dai popoli in ogni angolo della terra.
La Vecchia Religione è da ritenersi dunque come la prima forma di religiosità che si è sviluppata spontaneamente su questo pianeta, sancendo così una Alleanza tra Dei ed esseri umani.
La Vecchia Religione rappresenta quindi la Madre di tutte le religioni politeiste che poi ad essa sarebbero seguite.
Questa religione, che nello scorrere delle ere subì numerose evoluzioni e altrettanti cambiamenti, non avendo un nome, data la sua antichità, che precede di migliaia di anni la nascita delle prime forme di monoteismo, dopo l’avvento del cristianesimo in Europa venne semplicemente ricordata come la Vecchia Religione, in memoria delle sue origini primordiali, termine ancora in uso ai giorni nostri.
Passata alla storia con l’appellativo volgare di stregoneria, la Vecchia Religione in realtà non è affatto come viene descritta da quell’immaginario collettivo popolare distorto da una disinformazione secolare diffusa dalla Chiesa Cattolica.
Lo stesso termine stregoneria cominciò ad essere utilizzato dalla Chiesa Cattolica solo dopo l’anno 1000 per definire, in modo volutamente denigratorio, il Culto degli Antichi Dei Primordiali.
Perseguitata sistematicamente e meticolosamente con una inaudita violenza, dopo il 1700 in Europa la Vecchia Religione sembrava essere stata completamente annientata.
Tuttavia così non fu…
La Vecchia Religione è una religione in quanto riconosce oltre alla sfera terrena, anche la presenza di una realtà spirituale popolata da potenze superiori all’uomo, che noi consideriamo come Divinità, con Le quali è possibile entrare in contatto e stringere un legame di reciproca alleanza onde ottenerne dei benefici intesi nel senso più ampio del termine.
Tuttavia la nostra non è solo una religione ma anche uno stile di vita e di pensiero finalizzato al benessere e allo sviluppo del nostro naturale potenziale interiore.
La nostra concezione del Divino è Politeista, mentre invece le nostre pratiche esoteriche derivano in gran parte dallo Sciamanesimo.
Lo Sciamanesimo non è una religione, bensì un corpus di Arti che permettono allo Sciamano di entrare in contatto con una realtà molto diversa da quella che normalmente quasi tutte le persone sono solite conoscere.
E’ in questa realtà non-ordinaria che è possibile entrare in comunione con delle forze che noi riconosciamo come Divinità e maturare una serie di nuove esperienze che possono donarci ciò di cui abbiamo bisogno.

Che rapporto c’è fra la Stregoneria e la Vecchia Religione?

Il termine Stregoneria è l’appellativo volgare o popolare con il quale solitamente da numerosi secoli viene definita la nostra religione.

Abbiamo deciso di prendere le distanze da tale termine perché siamo stufi di essere continuamente fraintesi e discriminati da una società male informata in cui questa parola incute ancora oggi numerosi timori e sinistri accostamenti…

Basta consultare un qualsiasi dizionario per rendersene conto, il mio dice per esempio: “pratica od operazione di magia, per lo più connessa ad un commercio con gli spiriti del male o ad un rituale misterioso e sinistro”.

Come se non bastasse spesso il termine Stregoneria viene percepito o usato come sinonimo di Magia e questo genera ancora più confusione persino tra molti aspiranti praticanti che si rivolgono a noi non perché sono attratti dalla nostra religione ma perché vogliono praticare la Magia spinti da ciò che hanno visto in televisione.

Noi con questo piccolo esercito di aspiranti streghette e maghetti non vogliamo avere niente a che fare e ci teniamo a sottolinearlo.

Che rapporto c’è fra la Wicca e la Vecchia Religione?

Da parte nostra sicuramente un rapporto di grande rispetto e solidarietà visto che facciamo parte della stessa grande famiglia.

In quanto italiani semplicemente ci sentiamo più legati alle tradizioni originarie del nostro paese e dell’area mediterranea piuttosto che alle tradizioni originarie dell’area anglosassone.

Che rapporto c’è fra il Paganesimo e la Vecchia Religione?

Quando il cristianesimo si affermò come religione ufficiale dell’Impero Romano, il termine Pagano fu utilizzato per definire tutti gli infedeli, ovvero i non cristiani.

Un modo semplice ed efficace anche per annullare meglio qualsiasi altra identità religiosa.

Storicamente e culturalmente è dunque errato, a mio avviso, considerare il termine pagano come sinonimo esclusivo di politeista.

Pur rispettando tutti coloro che ancora oggi si definiscono come pagani o neo-pagani e che sono anche orgogliosi di esserlo, noi rifiutiamo e non accettiamo l’uso di tale termine in quanto non rappresenta assolutamente il nostro punto di vista.

Che rapporto c’è fra il diavolo e la Vecchia Religione?

Semplicemente nessun tipo di rapporto.

Il diavolo è sempre stato il miglior pretesto per discreditare e distruggere coloro che la pensavano diversamente.

Il diavolo non fa assolutamente parte della nostra cultura, non crediamo nell’esistenza del diavolo e onestamente siamo anche stufi di sentirci continuamente accostare a questa idea che storicamente e culturalmente non ci appartiene.

Ma allora come mai la “coppia Divina” spesso nella Vecchia Religione viene rappresentata da Lucifero e Diana?

Perché nella cultura della Vecchia Religione, le cui origini sono pre-ebraiche, Lucifero rappresenta semplicemente uno dei vari aspetti attraverso i quali viene identificato il Gran Principio Maschile (così come Diana spesso rappresenta il Gran Principio Femminile) ed è una Divinità assolutamente positiva, associata al Sole e preposta a dispensare la Luce della Conoscenza.

Niente a che fare quindi con il mito dell’angelo ribelle o con il solito diavolo.

Siete una setta religiosa?

Assolutamente no.

È tristemente noto che la maggioranza delle persone hanno la pessima abitudine di pensare ai gruppi religiosi numericamente inferiori come a delle sette potenzialmente pericolose per la società e per i singoli individui che la compongono.

Questo perché la maggioranza delle persone, evidentemente, pensa che una religione sia degna di essere considerata tale solo se ha milioni di seguaci.

Noi alla quantità preferiamo la qualità…

Vuoi dire che non fate proselitismo?

Esattamente.

Siete una società segreta?

Assolutamente no.

La maggior parte di noi sono semplicemente persone molto riservate e discrete.

Quando la società si dimostrerà un po’ più disponibile nei nostri confronti facilmente questa esigenza di riservatezza verrà meno e sono certo che molti di noi saranno ben felici di potersi finalmente esprimere liberamente. Io per primo.

Qual’è il rapporto tra la Vecchia Religione e le altre religioni?

Non condividere le idee altrui non significa essere contro le idee altrui.

La Vecchia Religione insegna il rispetto delle altrui credenze e il dialogo come strumento per superare ogni incomprensione e poter così convivere pacificamente con tutti coloro che la pensano diversamente da noi.

Non vogliamo convincere o discreditare nessuno, solo essere rispettati ed essere lasciati in pace di vivere ed esprimere liberamente ciò in cui crediamo.

Aggiornamento del 15.11.2008
La Vecchia Religione può essere praticata da chiunque?

Si, chiunque desideri praticare la Vecchia Religione può liberamente farlo.

Nella Vecchia Religione tutte le persone sono uguali al cospetto degli Antichi Dei, non vi sono sciocche discriminazioni inventate dai terreni.

Cosa bisogna fare per conoscere gli Antichi Dei?

Vi è una sola via per conoscere gli Antichi Dei: provare!

Dedicarsi attivamente alle pratiche del Culto.

Il mero studio di testi è pura cultura, ma niente di più, e non ti porterà MAI da nessuna parte.

Se non provi a mettere in pratica il contenuto dei libri che hai letto, non saprai neanche mai se quello che vi è scritto è vero.

Il non praticare può degenerare solo in due modi: confusione e illusione, che nel caso di certa gente talvolta sfocia anche nella presunzione di voler fare affermazioni e grandi discorsi su ciò che in fin dei conti non conoscono.

Chi non prova, non può conoscere!

Il tuo pseudonimo (Dragon Rouge) ha qualcosa a che fare con l’Ordine del Dragon Rouge?

No, è un puro e semplice caso di omonimia. Quando adottai questo pseudonimo, nel lontano 1998, non sapevo nemmeno dell’esistenza di questo Ordine esoterico.

Sei ostile ai maghi?

No, ho molto rispetto per chi ancora oggi si dedica seriamente alla “Magheia”, esercitando il ruolo di “Magus”.

Nutro invece un totale disprezzo verso chi cerca deliberatamente di ingannare la gente per trarne profitto, spacciandosi per ciò che non è, e promettendo loro cose che non è in grado di realizzare.

MANIFESTO

I

 

Come praticanti della Vecchia Religione riteniamo fuori luogo qualsiasi altra definizione o denominazione diversa da quella da noi espressa.

 

II

 

Come praticanti della Vecchia Religione ci riconosciamo come politeisti ma non come pagani.

 

III

 

Come praticanti della Vecchia Religione riconosciamo l’importanza dell’essere e l’inutilità dell’apparire.

 

IV

 

Come praticanti della Vecchia Religione riconosciamo l’esistenza di due realtà una interiore e una esteriore.

 

V

 

Come praticanti della Vecchia Religione siamo consapevoli che solo riscoprendo la realtà interiore riusciremo a goderci meglio la realtà esteriore senza mortificare nessuna delle due.

 

VI

 

Come praticanti della Vecchia Religione siamo interessati allo studio delle nostre origini ma riteniamo più proficuo concentrarci sul nostro presente per costruire il nostro futuro.

 

VII

 

Come praticanti della Vecchia Religione non siamo contro le altre religioni, semplicemente esprimiamo solo scelte diverse.

 

VIII

 

Come praticanti della Vecchia Religione crediamo in una realtà individuale strettamente soggettiva in luogo ad una realtà comune di tipo oggettivo.

 

IX

 

Come praticanti della Vecchia Religione crediamo in una morale individuale strettamente soggettiva in luogo ad una morale comune di tipo oggettivo.

 

X

 

Come praticanti della Vecchia Religione scegliamo di vivere una esistenza volta all’autorealizzazione in luogo ad una esistenza volta ad un progressivo autoannientamento della persona.

 

XI

 

Come praticanti della Vecchia Religione pratichiamo una religione finalizzata al benessere della nostra persona e della nostra esistenza.

 

XII

 

Come praticanti della Vecchia Religione pratichiamo una filosofia di vita finalizzata al benessere della nostra persona e della nostra esistenza.

 

XIII

 

Come praticanti della Vecchia Religione pratichiamo tecniche esoteriche finalizzate al benessere della nostra persona e della nostra esistenza.

Copyright © 2004 - 2008 By Dragon Rouge

FONTE
http://www.vecchiareligione.org

Santa Muerte

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Premessa che non conoscevo ne sapevo nulla di Santa Muerte,
Grazie ad un amica che ne ha parlato, ho approfondito ( sempre troppo poco), e ne condivido con voi quel poco che so.
Mi viene in aiuto una piegazione che ho tratotto addattandola un po.
Santa Muerte,” la bellissima ragazza magra” come la chiamano alcuni, e molto venerata a amata in Messico.
Santa Muerte, la “Santa morte” è spesso considerata come un’altra visione della Vergine Maria, come l’Immacolata Concezione o di Nostra Signora di Guadalupe . Lei è la Regina del Cielo, ma senza le restrizioni morali che molte luogo alla Vergine Madre di Dio. Lei si concede molte richieste, fin quando è correttamente onorati. Ma è importante per conoscere questo santo prima di iniziare a lavorare per la sua bisogni e desideri. Tradizionalmente, è conosciuta per aiutare la donna mantenere una piena fedeltà ai loro rapporti. È anche chiamata da spacciatori di droga e quelli che vengono presi in carcere per l’aiuto.
Altri gruppi meno abbracciati dalla Chiesa cattolica si rivolgono a lei, comprese le prostitute e gli uomini gay e donna. Ma in realtà chiunque può rivolgersi a Santa Muerte con cuore sincero e l’amore e lei li avvolgerà tra le sue braccia ossute. Inizialmente è arrivata a noi in tre colori, bianco, rosso e nero, ma più recentemente, è venuta in sette colori [rosso, arancione, giallo, verde, blu, viola e nero], comprese le immagini quando ha tutti i 7 colori dipinte a strati e di questi colori sono affrontate molto simile a candela corrispondenze colori utilizzati nella magia e Hoodoo.
Santa Muerte può essere onorato come altri santi cattolici sono, possiamo offrire il Rosario a Lei, offre le sue candele e fiori, abito la sua immagine in bei vestiti, e fare novene di Her. Santa Muerte, ma può anche essere onorato in stili di Brujo. Offrire i suoi sigari e bottiglie di tequila, frutta fresca e dolci, caramelle e altri dolci, incensi e strofinare sua immagine con oli base a ciò che cercate. Rendere i documenti petizione e metterli sotto la sua immagine, decorare i suoi altari con le candele nei colori bianco, rosso o nero a seconda di ciò che cercate e lei ti risponderà. Assicurarsi che qualsiasi cosa si prometterle si dà quando lei ha concesso la tua richiesta però. Maximiliano, in Messico, è possibile percorrere vie alte e trovare cappelle in suo onore, dove i sacerdoti offriranno il Santo Sacrificio della Messa presso i suoi altari . Un maestro in Messico Brujo insegna che la via più grande per questo Santo petizione è quello di trovare queste cappelle e hanno offerto una Messa nel tuo nome per 9 giorni. Su i primi 3 giorni, si ha la Messa offerto a vostro nome. Per il secondo 3 giorni, si aggiunge la petizione che ha finalmente riconosciuto dalla Santa Chiesa Cattolica, e negli ultimi 3 giorni si aggiunge la vostra intenzione propria.

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Aggiornamento sito

Ebbene si anche noi ci aggiorniamo,
un grazie a chi mi a sostituito in questo ultimo mese, e un grossissimo ” mi dispiace” a chi senza volere abbiamo arrecato danno ho disturbo.
E tempo che Antiche Vie si ampli e si allarghi, tante cose da dire, che onestamente e un peccato, dividerle ( anche se io amo l’ordine) cosi amplio il blog.
Antiche vie diventera un portale che parlera non solo di Paganesimo, ma anche di magia, esoterismo, politeismo, religioni, santeria, Voodo, Indiani D’america, Sciamanesimo, divinazione, e tanto altro.
Quindi, passate a trovarsi ogni tanto.

The principal

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  1. La Terra è la nostra Madre, abbi cura di Lei.
  2. Onora e rispetta, tutti i tuoi parenti.
  3. Apri il tuo cuore ed il tuo Spirito al Grande Spirito.
  4. Tutta la vita è sacra, tratta tutti gli esseri con rispetto.
  5. Prendi dalla Terra solo ciò che è necessario e niente di più.
  6. Fai ciò che bisogna fare per il bene di tutti.
  7. Ringrazia costantemente il Grande Spirito per ogni giorno nuovo.
  8. Devi dire sempre la verità, ma soltanto per il bene degli altri.
  9. Segui i ritmi della natura, alzati e ritirati con il sole.
  10. Gioisci nel viaggio dellavita senza lasciare orme.

da Orazio, Odi, I, 34

da Orazio, Odi, I, 34Tutto può accadere. Sapete bene come Giove
di solito lascia che le nuvole si ammassino
prima di scagliare il fulmine? Ecco, un momento fa
ha scaraventato il carro e i cavalli del tuono
a ciel sereno. Così ha sconvolto la terra
fin nelle sue viscere ingorgate, lo Stige e i fiumi
serpeggianti, addirittura l’Atlantico.
Tutto può accadere, le torri più alte
crollare, i potenti fallire, ignoti
emergere. La Fortuna col becco di rasoio
scende in picchiata mentre l’aria stride, a questo strappa
la corona, su quello la depone sanguinante.
La terra sprofonda. Il fardello dei cieli si solleva
su Atlante come il coperchio di una pentola.
La chiave di volta vacilla, nulla torna come prima.
Ceneri terrestri e spore di fuoco si innalzano vorticando.

La vera storia della Strega di Kilkenny
In una ridente cittadina irlandese agli inizi del XIV Secolo ebbe luogo uno dei primi assurdi processi per stregoneria tenuti dall’Inquisizione. Oggi però siamo in grado di ricostruire la vera storia di Alice Kyteler, la Strega di Kilkenny

Kilkenny è un nome notissimo ai giovani e in genere agli amanti della birra. La rossa che prende il nome dalla cittadina irlandese è infatti apprezzata più o meno uninamemente, al contrario della “rivale” Guinness, che invece o la si ama o la si odia. Forse perché il gusto di questa birra color rubino è particolare, deciso ma morbido, un po’ ambiguo. Ambigo come il carattere degli Irlandesi di provincia, gente semplice e schietta, cristianissima nella sua religiosità ma anche ambiguamente pagana nei suoi riti celtici legati alla fertilità e alle stagioni. Inutile provare a convincere un irlandese della sua sostanziale ereticità, non ci riuscirete. E la sua fede in Dio è solo un aspetto di una spiritualità multiforme che si estrinseca nei modi più insospettabili… Kilkenny, oltre che per la birra, è tuttavia famosa per un celebre caso di stregoneria, un processo che fu tra i primi in assoluto a svolgersi in Europa. Il caso di Alice Kyteler e il suo incredibile epilogo sono un esempio di come a volte la realtà possa avere un lieto fine, ma costituisce anche un terribile presagio per quanto sarebbe accaduto nei secoli a venire. Tutto cominciò nel 1280, quando vene alla luce Alice Kyteler, primogenita di un ricco mercante anglo-normanno che commerciava con l’Oriente e che aveva assidui contatti con l’Ordine del Tempio. Questo particolare è importante e può vantare alcuni significativi indizi per i motivi che vedremo in seguito. Quel che importa ora sottolineare è come la famiglia assai facoltosa di Alice le consentì da un lato di beneficiare di studi adeguati al censo, cosa che le risultò utile quando, nel 1298, alla morte del padre, la donna si ritrovò ad ereditare il patrimonio di famiglia. Per uno scherzo del destino infatti sia la madre che i fratelli morirono prima di lei e questo iniziò a gettare una sinistra macchia di apportatrice di sfortuna sulla giovane Alice. In un’epoca in cui la superstizione religiosa regnava sovrana, anche queste piccole cose potevano segnare il destino di una persona. Comunque sia, Alice Kyteler (che d’ora in poi sarà sempre chiamata con il titolo di Dame, Signora) si ritrovò ad amministrare l’immenso patrimonio paterno e lo fece continuando gli affari precedenti. Quindi entrò in contatto sicuramente con i depositari del potere finanziario della fine del XIII Secolo.
(Sopra) L’incredibile emblema della famiglia Kyteler, a Kilkenny, mostra traccia di una simbologia templare legata all’Antica Religione. Letta in questa chiave, l’intera vicenda di Alice Kyteler, la prima strega d’Irlanda, assume connotati ben diversi da quelli raccontati dall’Inquisizione.
Da sette anni, dopo la sconfitta di San Giovanni d’Acri del 1291, i Templari avevano lasciato la Terrasanta e si erano rifugiati nell’isola di Cipro. Da qui continuavano i commerci con gli amici-nemici musulmani e ovviamente a beneficiarne erano tutti i mercanti d’Europa. La stirpe anglo-normanna lega senza dubbio la famiglia di Dame Alice tanto al regno normanno del meridione italiano quanto alle Crociate ed è presumibile che i prodotti che i Kyteler esportavano fossero lana e prodotti derivati. Proprio in un’ottica di consolidare il “core-business” rientra il progetto di matrimonio di Alice con William Outlawe, potente banchiere di Kilkenny e socio in affari del padre, di vent’anni più vecchi di lei. Outlawe potrebbe essersi offerto di convolare a nozze con la ragazza in prospettiva di affidare a lei e a un erede il suo ingentissimo patrimonio. Infatti Alice e Outlawe si sposarono nel 1299 e dopo pochi mesi rimase incinta. Il bimbo che nacque fu chiamato William Junior ed ebbe come padrino nientemeno il Cancelliere d’Irlanda, Roger Outlawe, fratello di William. Insomma, Alice Kyteler non era certo una donna da poco, imparentata com’era con l’elite politica irlandese: con il suo patrimonio decise di trasformare la casa di famiglia, la Kyteler’s House, in un ostello (la cosiddetta Inn inglese) aperto ai derelitti, visibile ancora oggi nell’attuale St. Kieran Street di Kilkenny. Ma il fine benefico in realtà nascondeva probabilmente la pratica di culti ancestrali, basati sui riti esoterici templari che si ricollegavano con l’Antica Religione.
Il suo ostello divenne punto di ritrovo per moltissime donne e uomini eretici, in un’Irlanda in cui la fede cristiana era fortissima, ai limiti dell’integralismo. La sua taverna parallelamente divenne un luogo d’incontro per uomini d’affari di tutta l’Irlanda, desiderosi di fare trattare con una coppia tanto potente. Ma l’idillio finì con la tragica morte di William, che fece dire al popolino che Alice Kyteler portava addosso una maledizione. E chi è l’artefice delle maledizioni? Il Diavolo ovviamente, e a Satana si fece ricorso per spiegare gli strani riti esoterici che si diceva venissero praticati nella Kyteler’s House. William morì sfracellandosi cadendo da una torre e le maldicenze dissero che a ucciderlo fosse stato un demone chiamato Robin, su commissione della stessa moglie che lo avesa sorpreso mentre curiosava nei sotterranei dell’ostello. Strana ricostruzione, se si pensa che tanto il figlio quanto la famiglia del marito si strinsero a Dame Alice, aiutandola ulteriormente a livello patrimoniale. Comunque sia, dopo la morte di William Outlawe, Alice si sposò presto con un secondo banchiere proveniente dalla cittadina di Callan, Adam Le Blont, da cui ebbe una figlia chiamata Basilia. Nel frattempo i Templari furono dichiarati eretici: nel 1307 l’Ordine fu bandido e sciolto, i loro beni incamerati dalla Chiesa Cattolica. Un notevole numero di cavalieri esuli sbarcò in Irlanda (così come in Scozia e Portogallo) e Kilkenny fu uno dei principali approdi: logico pensare che la Inn di Alice fosse uno dei principali centri di riorganizzazione dell’organizzazione. In questo contesto nel 1310 morì Adam Le Bont, dopo un’indigestione, lasciando Alice Kyteler per la seconda volta vedova. Il suo status di banchiere le portò in dote una notevole eredità e le voci sulla donna crebbero ulteriormente: ora a Kilkenny si diceva che lo aveva avvelenato. Nel 1311, fedele alla tradizione Dame Alice si risposò per la terza volta con Richard de Valle, un proprietario terriero di origini francesi e (forse) templari. L’uomo, vecchio e malato, si spense dopo poco tempo per malattia e così la nostra presunta strega disse basta ai matrimoni. Raccolse un gruppo di amici e parenti intorno alla Kyteler’s House e costituì, secondo la leggenda popolare, una vera e propria congrega di pagani dediti all’Antica Religione.
(Sopra) La Kyteler Inn era situata in questo vicolo di Kilkenny. Ben poco rimane dell’edificio, forse solo le fondamenta: oggi è occupato da un ristorante che sfrutta la vicenda per farsi pubblicità.
In particolare si unirono ai riti che da tempo officiava il figlio primogenito William Junior, la figlia Basilia, la sua domestica e la sorella maggiore di questa, Petronilla de Meath. Alice più realisticamente, divenuta di gran lunga la donna più ricca di Kilkenny e dell’Irlanda intera, iniziò a fare quel che facevano i Templari: finanziava l’attività mercantile della nascente borghesia nonché dei piccoli proprietari terrieri, in modo tale da avere nelle sue mani il destino di moltissimi uomini influenti della Terra Verde. Uno dei frequentatori più assidui della Kyteler’s House fu John Le Poer che, innamoratosi perdutamente della quarantenne Alice, la convinse a sposarlo. Fin da subito però il matrimonio non andava bene: come i precedenti tre mariti, anche Le Poer era un vegliardo certamente non con una salute di ferro e si ammalò ripetutamente. L’uomo, non si sa se consapevolmente o meno, diede credito alle voci popolari e accusò la moglie presso i frati francescani della locale abbazia di aver cercato di ucciderlo con pratiche di stregoneria. Ora, dobbiamo pensare che nel 1320 il papa Giovanni XXII introdusse tra le eresie più pericolose la stregoneria, precedentemente considerata non passibile di condanna a morte. Invece, a partire da quella data, i roghi che fino a quel momento avevano bruciato eretici come i Catari iniziarono a popolarsi di streghe e di gatti, preludendo alla Peste Nera che avrebbe dimezzato la popolazione europea un quarto di secolo più tardi.
Consapevole di tale possibilità, forse per mettere le mani sull’ingentissimo patrimonio di Alice, Le Poer iniziò a raccontare ai monaci della congrega di streghe, accusando senza mezzi termini la moglie di aver fatto un patto con Satana per uccidere i precedenti mariti, tra sacrifici umani, orge e accoppiamenti con demoni che regolarmente, a suo dire, si tenevano nella Kyteler’s House. I frati informarono il vescovo della diocesi di Ossory, Richard de Ledrede, che colse la palla al balzo. Informato dai frati che la donna aveva abiurato la religione cristiana, affermando che Gesù non era affatto morto sulla croce (al pari di quanto affermavano i settori più esoterici dei Templari), il prelato si impegnò personalmente nella lotta contro Alice Kyteler e la sua corte, cercando di farla arrestare. In un processo inquisitorio, il primo in Irlanda e uno dei primi in assoluto in Europa contro una congrega di presunte streghe, Richard de Ledrede sostenne davanti ai giudici religiosi le accuse di magia nera, eresia e di aver sacrificato ai demoni (gli antichi Dei pagani) a carico di Alice e altre undici persone tutte risiedenti nella Kyteler’s House. Le prove furono raccolte tutte per via indiziaria, attraverso testimonianze di vicini e abitanti vari di Kilkenny. Per tutta risposta, dimostrando un’indipendenza che purtroppo non si sarebbe più vista per i secoli successivi, il Cancelliere Roger Outlawe, cognato di Alice, fece arrestare clamorosamente il vescovo, imprigionandolo nella prigione di Kilkenny con l’accusa di aver falsificato le prove. Addirittura il vescovo fu tenuto a pane e acqua per diciassette giorni, tra lo sbigottimento generale. Alice era davvero potente, o almeno questo era quanto si pensava. Ma John Darcy, presidente della Corte di Giustizia, ritenne il processo inquisitorio corretto nella forma e diede ordine di far scarcerare Richard de Ledrede, il quale, in possesso di un titolo giuridico valido, riuscì legalmente a far arrestare Alice e gli altri imputati. La condanna era il rogo: inappellabile, pur in assenza di un vero dibattimento. A quei tempi il processo ecclesiastico era ancora rozzo, non aveva ancora raggiunto l’ipocrita perfezione formale che avrebbe messo al rogo milioni di streghe nei secoli successivi, inculcando nell’opinione pubblica concetti inesistenti come quello di strega satanica dedita al male. Ma le streghe, se è lecito chiamarle così, non invocavano mai Satana bensì un Dio cornuto celeste, benefico e vitale, che di volta in volta si chiamava Penn, Pan, Kernunnos, Belenos… Un paganesimo che appunto è derivazione di quell’Antica religione basata sulla Dea Madre che esiste da duecentomila anni. Ma questo agli inquisitori irlandesi non interessava, ovviamente. Al vescovo de Ledrede e probabilmente anche al presidente della Corte di Giustizia interessava eliminare un sistema di potere di derivazione templare che affidava alla borghesia nascente poteri al di là di quanto venivano accordati da clero e nobiltà. Dame Alice Kyteler in realtà gestiva una banca oggi diremmo di derivazione massonica, in cui i clienti erano al tempo stesso adepti fiduciari e che le consenivano di avere in mano le redini di una nascente economia mercantile basata sul liero scambio: in poche parole, un proto-capitalismo. Giusto o sbagliato che sia, la condanna a morte di Alice fu un fatto estremamente grave perché non basato su prove circostanziate ma avallato da dicerie contadine popolane che nulla di verosimile possono avere. E forse fu per questo che pochi giorni dopo l’arresto Alice Kyteler e altri dieci componenti della “congrega” furono fatti evadere dai sotterranei del Castello di Kilkenny. Abbattute le guardie, un “commando” evidentemente inviato dal Cancelliere fece scappare in Inghilterra quasi tutti i membri di questo gruppo di eretici: tutti, tranne una donna che si attardò e fu catturata dalle guardie. E così, Dame Alice faceva vela verso l’Inghilterra, potendo contare su sicuri appoggi dei parenti anglo-normanni assieme alla figlia, alla domestica e alle altre persone.
(Sopra) La cattedrale di Kilkenny ancor oggi mostra le sepolture sfarzose di cavalieri e dame che vissero nel XIV Secolo e che conobbero Lady Alice Kyteler. (Sotto) La natura rigogliosa dell’Irlanda ha sempre indotto un grande sentimento di comunanza con gli elementi che portò la gente fin dall’epoca celtica a praticare riti di fertilità e di propiziazione, che in epoca cristiana divennero fortemente avversati.
Il figlio William Junior, abbastanza protetto dalla sua parentela con Roger Outlawe, pagava il suo debito con la Chiesa Cattolica promettendo di rifare a sue spese il tetto della Cattedrale e di assistere tre volte al giorno per un anno alla messa, la povera Petronilla de Meath rimase intrappolata tra le grinfie dell’Inquisizione che, furente per la fuga, stavolta cercò di strappare la prova definitiva che Alice Kyteler era una pericolosa strega dedida a pratiche sataniche. Sottoposta a sei diversi tipi di torture, alla fine crollò e testimoniò contro la sua amica, ammettendo che aveva abiurato Cristo. Petronilla fu comunque bruciata davanti a una folla inferocita, si dice (ma siamo nella leggenda) che abbia urlato il nome di Alice sperando che in ultimo fosse tornata a salvarla. La leggenda ci narra infine di come la nostra protagonista si sia ritirata in un castello nei pressi di Londra e abbia vissuto, nell’ombra, fino a tarda età.
Leggendo le varie cronache sui siti web, sia italiani che stranieri, non si può non notare la faziosità di quasi tutte le descrizioni, che dipingono Alice come una donna dissoluta, malvagia, assassina e in ultimo pure traditrice (dell’amica sul rogo). Sembra incredibile, ma a distanza di 700 anni le parole diffamanti e le accuse senza senso del vescovo di Ossory sembrano ancora trovare terreno fertile in chi scrive articoli senza aver alcun senso storico. A nostro avviso se si può accusare Alice Kyteler di qualcosa è la sua imprudenza nel mostrarsi adepta del paganesimo in un momento storico come quello che vide la distruzione dell’Ordine dei Templari. Le accuse del vescovo in un certo senso erano vere: probabilmente aveva rinnegato Cristo, così come lo avevano fatto i Templari. Si dice addirittura che fu trovato nella Kyteler’s House un “orribile coppa ricavata dal teschio di un condannato a morte” e l’immagine non può che far pensare alla testa di San Giovanni Battista adorata dai Templari, ritenuto il vero Messia e presente in forma di simulacro in ogni sede locale dell’Ordine. Ma tutto ciò non fa che confermare la nostra analisi e la motivazione politica del suo processo. Anche le accuse di aver ucciso i mariti non hanno senso: tutti e tre i morti erano anziani e inoltre la donna non era così povera da ambire al loro patrimonio. Si può accusare Alice di essersi sposata per interesse e non per amore, ma di questo “crimine” quante donne si sono macchiate? Come si nota nello stemma di famiglia dei Kyteler, l’emblema della croce patente templare si fonde con il fiore del giglio, associato al femminino sacro della Dea Madre. La losanga disegnata all’interno della croce patente è parimenti un potente simbolo della Dea, risalente alla più remota preistoria… Ecco la prova definitiva di quanto affermiamo: lungi dall’essere (solo) una strega, Dame Alice Kyteler era in realtà una Templare, per l’esattezza una post-Templare che tanto fece per la realizzazione di una società borghese-capitalistica. E forse questa fu la sua vera colpa.

Lorena Bianchi

La Kyteler Inn mostra ancor oggi il simbolo del gatto nero in ricordo della stregoneria che per l’Inquisizione lì si praticava. In realtà per gli Egizi ed altri popoli antichi il gatto era un animale sacro, tramite tra il mondo materiale e quello spirituale. Il gatto veniva onorato e curato: il suo sterminio a metà del ‘300 portò giustamente all’epidemia di Peste Nera. (A destra) L’Irlanda, verde e meravigliosa quanto al tempo stesso fredda e piovosa, è una terra di contrasti, in cui a una fede cattolica integerrima fanno riscontro tradizioni magiche e legami con il regno delle fate.

Danzano le streghe…
Spiriti potenti, vi invochiamo
Vegliate su noi che stanotte balliamo
Volti alla luna, alta la fronte
Danzano le streghe di Gabry Ponte.
Quando notte il lupo grida all’ombra della luna
La danza delle streghe non porta mai fortuna
Fuochi e spiriti ballate dentro il cerchio della luce
Tramontate stelle, anime sorelle.
Dodici rintocchi squarciano la notte scura
La danza delle streghe, signore di paura
Dalle tenebre sorgete, lento il fuoco nero brucia
Spettri nel castello fate il vostro ballo.
Volti alla luna, alta la fronte
Danzano le streghe di Gabry Ponte.
Danzano le streghe…
Quando notte il lupo grida all’ombra della luna
La danza delle streghe non porta mai fortuna
Fuochi e spiriti ballate dentro il cerchio della luce
Tramontate stelle, anime sorelle.
Dodici rintocchi squarciano la notte scura
La danza delle streghe, signore di paura
Dalle tenebre sorgete, lento il fuoco nero brucia
Spettri nel castello fate il vostro ballo.
Danzano le streghe…

ARTIA

ARTIA

Natura, Madre divina di
tutte le cose,
Madre degli Dei e degli uomini mortali,
origine di tutto,
gioioso piacere,
nume operoso che tutto nutri
e fai lieta la vita.
Dea generosa che tutto indomabile domi
e conduci a buon fine e
tutto distruggi,
fulgida dominatrice, comune a tutti
eppur tu sola non
accomunata.
Splendida, gioiosa ed infinta,
gradita, varia, affabile, feconda
ed operosa.
Che di fiori ti vesti e porti frutti
e di belle stagioni ti allieti.
O vergine nutrice dalle amabili chiome
dai seni ricolmi e dalla
sorte felice,
impulso generante, abile, prudente.
Tu che in tutto ti
effondi ciclica
e in molte forme appari.
Vita immortale, provvidenza eterna,
Tu sei tutte le cose. Tu
sola queste cose produci.
Ti prego Dea: portaci la pace e la diletta
armonia,la ricchezza felice e la salute sovrana.

“Deae Artioni/Lacinia Sabinilla”

EDDA POETICA

La Profezia della Veggente

Traduzione di Dario Giansanti da Bifrost.it

 

Richiesta di ascolto

Ascolto io chiedo a tutte
le sacre stirpi,
maggiori e minori
figli di Heimdallr.
Tu vuoi che io, o Valföðr,
compiutamente narri
le antiche storie degli uomini
quelle che prima ricordo.

Ricordo i giganti
nati in principio,
quelli che un tempo
mi generarono.
Nove mondi ricordo
nove sostegni
e l’albero misuratore, eccelso,
che penetra la terra.

Al principio era il tempo:
Ymir vi dimorava;
non c’era sabbia né mare
né gelide onde;
terra non si distingueva
né cielo in alto:
il baratro era spalancato
e in nessun luogo erba.

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