Inno ad Artemide
26 Gennaio 2009 di antichevie.it
Grazie a Cilia per avermela inviata via mail
Inno ad Artemide
Dea selvaggia
Signora degli animali
Dei boschi inesplorati
E delle paludi
Delle terre di nessuno
Ai confini
Del mondo abitato
Dove Natura
Regna sovrana
Con la sua legge
Spietata
E feconda
Tu che vergine sei
E per sempre
Dei parti
Assisti
L’esito felice
Perché innumeri
Siano abitate
Da umani e da fiere
Le pendici del monti
E le vaste pianure
Tu che ai confini
Dei territori segnati
Stabilisci
La tua incerta dimora
Accogli
Chi ai margini vive
Per qualunque motivo
E consenti un incontro
Tra lontani
Impossibile
Al di fuori di te
Agli scambi
Concedi i tuoi auspici
Di cose
e di devoti pensieri
E sul gioco perenne
Di preda e predatore
Veglia per sempre
Tu
Che della caccia
Che ha sapore
Di morte e di vita
Sei la sovrana
Il tuo arco dorato
E le implacabili frecce
Accosti
A quello del divino Fratello
Che riluce della luce del sole
Tu che le notti
E il chiarore di luna
Abiti, nascosta
E incontrastata
La Moira spietata
Ed un Padre invincibile
Ed un Fratello splendente
Ti condannarono, forse,
al sacrificio
delle unioni d’amore
delle nozze
e della gioia del parto
Ma ti inebri del grido
Della preda ferita
E dei canti di fanciulle
Innumerevoli
Che al tuo volto
Sacrificano
Il vergine fiore
Di te
Non dimentichiamo
Il nome che soccorre
Quando sperduti
Ci trovassimo
In terre senza nome
E la tua freccia
Sicura
Trafigga il nostro cuore
Quando l’ora sia giunta
E non abbandonarci
Alle angosce
Di una lunga agonia*


