[PAGANESIMO NORDICO] Origine del mondo e degli Dei
7 Giugno 2009 di antichevie.it
L ‘ origine del mondo e il nulla: il nulla come vuoto o baratro. In esso si ma¬nifesto la dualita, principi epolarita opposti che si incontrano e danno ori¬gine alia vita. AlVinizio del mondo cifu il gigante Ymir efu sacrificato da-gli dei: il macroantropo e pari a un microcosmo.
Era l’inizio dei tempi, quando nulla esisteva, non c’era sabbia ne mare ne fresche onde; non c’era la terra ne il cielo lassu, c’era il baratro degli abissi, ma non c’era l’erba.
Narrano le antiche storie che a nord di Ginnungagap - cosi si chiama il baratro immane degli abissi in cui il nulla era contenuto - fu creato un mondo che ebbe nome Niflheimr. Niflheimr e la dimora del freddo, delPumidita e del buio e in esso, proprio nel mezzo, si trova un pozzo gelido, detto Hvergelmir, da cui molti fiu-mi cosmici, impetuosi e scroscianti, hanno origine. Questi fiumi so-no detti Elivagar.
Ma dalla parte opposta, a meridione, fu fatto prima un altro mondo detto Muspell; e una regione lucente, asciutta e torrida: nessuno che non vi sia nato pud resistervi. Surtr e il nome di colui che ne guarda i confini: e un gigante del fuoco e possiede una spada fiammeggiante.
Si narra dunque che gli Eliv&gar giunsero cosi lontano dalla loro sorgente che il lievito velenoso che li accompagnava in superficie si induri come scoria e divenne ghiaccio. E la dove questo ghiaccio si era fermato si formo dal veleno una pioggerella che cadde su Ginnungagap e congelo stratificandosi in brina. Cosi il baratro de¬gli abissi era, nella parte settentrionale, avvolto nell’oscurita, ba-gnato dalla pioggia e battuto dal vento gelido di Niflheimr; nella parte meridionale, invece, era caldo e illuminato dalle scintille pro-venienti da Muspell.
Ora avvenne che la brina gelida si incontrd col venticello cal-do; essa si sciolse e prese a gocciolare: da quelle gocce ebbe origine la vita.
II primo essere fu un gigante: si chiamava Ymir, ma i giganti del ghiaccio lo chiamano Aurgelmir. Ymir fu il progenitore di tutta la sua stirpe: di lui si dice che mentre dormiva stilld sudore e per que-sto gli crebbero sotto una mano un uomo e una donna; inoltre uno dei suoi piedi generd con Paltro un figlio dotato di sei teste.
Ymir era nutrito dalla mucca Audhumla, nata come lui dalle goc¬ce di brina: dalle sue mammelle scorrevano quattro fiumi di latte. Per sfamarsi, Audhumla leccd delle pietre ghiacciate, che erano sa-late. II primo giorno che leccd le pietre, verso sera, uscirono da esse i capelli d’un uomo, il secondo giorno la testa, il terzo giorno tutta la persona. Costui fu il primo uomo sulla terra e si chiamd Buri egli era bello, alto e forte. Buri ebbe un figlio che si chiamd Borr;5 Borr si uni con Bestla, figlia del gigante Bolfjorn, ed essi ebbero tre figli: Odino, Vili e Ve. Costoro furono i primi fra gli dei.
Ora avvenne che i figli di Borr uccisero il gigante Ymir e affoga-rono nel suo sangue tutta la stirpe dei giganti del ghiaccio. Tuttavia uno di loro, Bergelmir, riusci a fuggire con la sua famiglia allonta-nandosi su un’imbarcazione:6 da lui e discesa una nuova stirpe di giganti.
Poi gli dei presero il corpo di Ymir, lo portarono nel mezzo del baratro degli abissi e da lui trassero il mondo: la terra fu fatta dalla carne, il mare e l’acqua dal sangue, le montagne dalle ossa, le pietre e i massi dai denti anteriori, dai molari e dalle schegge di osso. Dal cranio di Ymir fu tratta la volta del cielo.
E detto anche che nella carne del gigante si erano venuti forman-do dei vermi: per volonta degli dei essi ebbero l’aspetto e Pintelletto degli esseri umani e divennero cosi i nani che dimorano fra le pietre. Quattro di loro tuttavia furono posti agli angoli della terra dove sorreggono il cielo. Costoro hanno nome Austri, Vestri, Nordri e Sudri.
Poi gli dei avvinsero l’oceano attorno alia terra come un anel-lo: esso e profondo e pericoloso, difficile da traversare per gli uomini.
Alcune scintille provenienti da Muspell ebbero un posto nel cielo e da esse originarono gli astri. Ad alcuni fu assegnata una sede statbile, ad altri una rotta da percorrere; cosi ebbe inizio anche il calco-lo del tempo.
Al limite della terra, sulle spiagge del mare, fu data dimora ai giganti, in quel Paese che e l’estremo recinto del mondo. Quel luogo, assai freddo e oscuro, e detto Utgardr o Jotunheimr.
Con le sopracciglia del gigante Ymir fu fatto invece un possente recinto al centro del mondo, che fu detto Midgardr e destinato ad accogliere la stirpe umana. Infine gli dei presero il cervello di Ymir e lo gettarono in aria: da esso hanno avuto origine tutte le nu-bi del cielo. Cosi come qui si dice:
Dalla carne di Ymir fu fatta la terra,
dal suo sangue il mare,
dalle ossa le montagne, gli alberi dalla chioma,
dal cranio il cielo.
Dalle sue sopracciglia fecero gli dei benedetti Midgardr per i figli degli uomini; dal suo cervello furono tutte le tempestose nuvole create.
G.C.Is.
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Fonti principali: Voluspd str. 1-16; Vafprudnismdl str. 20-1, 28-35; Grimnis-mdl str. 40-1; Gylfaginning di Snorri Sturluson capp. 4-8



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